Scostanti quegli attimi, distaccando la vita dalla mia
Salvatore Pintus
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Foglie di faggio
bagnate sul mio viso
e solchi
cresciuti attorno agli occhi.
banchi di nebbia
oltre i pianti a dispetto
all’osteria del porto
bevendo vino cotto
con gli occhi dentro il cuore
infuocato
e un canto che diffondi
nella bocca vicina
nell’anima lontana
sempre più assente
inseguendo
refoli di brezza
e schiaffi all’io,
al presente
al passato.
Sparisco dal respiro
e dallo sguardo
dei tuoi sensi annebbiati,
e l’eco dei tuoi passi
che cavalca la vita,
quella nuova dipinta
al di là dei colori della solitudine
e le pagine del libro
strappate ormai da tempo,
proprio alla fine
della prefazione,
senza risposte
o troppe all’infinito;
parlarti addosso
affogando
nelle mie tronche
parole amare
a intristire il sorriso
e il mio sguardo disfatto.
Allontanati ancora,
mentre rotolano
liquidi i giorni
fuori
dal mio ricordo.
©
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L'autore
Salvatore Pintus
Sono nato a Sassari. Mi piace scrivere, leggere, e mi piace sperimentare generi di poesia. Non è da molto che lo faccio, e vorrei proseguire, in totale armonia col microcosmo di scrivere. Sogno di scrivere, tra qualche mese, delle poesie nella mia lingua d’origine, il sardo. Tuttavia non mi sento ancora pronto.
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