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Sociale 28 febbraio 2019 · lettura 1 min · 832 letture

Violenza verbale

Giovanni Ghione 496 poesie pubblicate
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Non c’è traiettoria di comportamenti son solo frustrazioni malcontenti di una antilogia dilagante di un suono più volte ripetente sovrana è una mala parola viaggia sempre in compagnia mai sola rete ospita bellezze disagi a volte in ricerca di contagi un’ingiuria è l’argomentazione e l’insulto la sua composizione le parole mediate meditate sono bandite abbandonate politici giornalisti cantanti non sanno di essere insegnanti di un contagio violenza verbale foriera di pericolo sociale.
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L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Verità che rispecchia la realtà attuale. (Marinella Fois)

Commenti (6)

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Antonella Garzonio28 febbraio 2019

Ha ragione l’autore sul dilagare della violenza verbale che sta contagiando il nostro vivere quotidiano. una babele di voci, una gara a chi grida più forte dove a perdere siamo noi tutti.

Berta Biagini28 febbraio 2019

Tornassero indietro i nostri avi, sicuramente si metterebbero le mani nei capelli (anche chi non ce l’ha). Chissà se sentono o vedono! Il mondo è proprio cambiato, il rispetto di una volta è ormai archiviato con un sacco di polvere sopra, non riuscendo più a prendere il sopravvento.

Stefana Pieretti28 febbraio 2019

una lirica di non piacevoli verità questo dilagare di insulti e non rispetto che purtroppo ha preso il sopravvento una cruda realtà che il poeta ha saputo verseggiare come sempre con bravura .Elogi!

Sara Acireale28 febbraio 2019

Versi veritieri che rispecchiano la realtà attuale. Oggi, purtroppo, si registra una decadenza verbale che mai si era verificata prima. Chi desidera esprimere un libero pensiero viene preso di mira e insultato pesantemente. Complici l’anonimato e l’invisibilità, i leoni della tastiera si scatenano. Tutto ciò è deprimente, sono in sintonia con l’autore.

A
Antonio Terracciano28 febbraio 2019

Una struttura poetica prevalentemente endecasillaba, con assenza di spazi bianchi e ricca di rime e di assonanze, è con decisione al servizio della buona creanza linguistica, quella che si è persa, come giustamente sostiene il poeta, in bocca a personaggi ben noti, dello sport, della canzone, del giornalismo e soprattutto della politica, secondo me (fu un famoso ex mediocre comico a dare l’avvio a tale disgustoso andazzo...) Le parolacce, un tempo non remoto prerogative esclusive dell’infimo ceto, si sono spostate più in alto, molto più in alto! Se questo non è un regresso linguistico e sociale, che cosa è?

Marinella Fois7 marzo 2019

una verità che dilaga come un’epidemia, e l’esempio ormai divampa!