Così mite, così dolce

Così mite mi carezza quell’aria,
così dolce il profumo che varia...
è un sentor a vagare appena
ma già pulsa di vita pur mera
che s’indovina nei dintorni sincera.
Che brusio su quel prato e sui rami
e tra loro già rimandan richiami...
è ancor presto e non è tempo
pur se il sol in quel blu è un avvampo,
nell’oblio stanno avvolte le gemme.
Quanto manca?, è il dilemma
e seppur mite e raro ‘sto giorno
vieppiù cresce la brama qui intorno,
sboccerà quel roseto con il mandorlo e il pesco
e in attesa che rianimi il bosco
siedo qui nel giardino e aspetto
...tornerann sin le rondini al tetto!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi28 febbraio 2019
Vive impressione in poetica che sublimano gli aspetti primari di quel che ci circonda con sorprendente naturalezza.

