Lei e l'altro
Pio De Michelis
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L'amor tace,
e ancor più forte di pria,
ferisce lo mio traviato cor.
Lei mia fu
e ancor in mia arma riede,
ma al baldo giovin
che amico io mi credei,
il suo cor, ella, dar scelse.
Ahi che dolor possente,
che in ogni istante forte mi preme,
come quando aguzza lama,
nelle carni entra,
così vederla con lui,
mi pugne.
E le notti passo,
con quella imago nel capo impressa,
i bei di rimembrando con lei fuggiti,
e a rigirar prendo tra le piume
del mio giaciglio,
che per pensieri miei, par
come se di spine ricolmo fosse,
e a lagrimar a volte prendo,
nell'intimo dello mio cor.
Lungo il solingo viale,
su e giu' insieme vanno,
ed io da lungi sol mirarli posso,
e a celar provo a lei dianzi,
mio amaro guardo.
Lui, ancor finge,
d'essermi vicino,
ma del malvagio atto compiuto
pentir nn si vole.
Nell'amor che tradir
cosi', mi volle,
ultima speranza riporrer voglio,
che lei a me tornar possa.
Cosi' la vita
e' male.
©
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L'autore
Pio De Michelis
Al secolo Salvatore B. nasce nel 1989 a Caltanissetta, nel centro dell'assolata Sicilia. Attende agli studi tecnici presso l'Istituto Tecnico Industriale del suo paese natale e nel Marzo del 2011 consegue la laurea triennale in Ingegneria elettrica presso l'Universita' di Palermo. Accanito sostenitore dell'amore d'alt
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