Restiamo immaginari
Giovanni Perri
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Restiamo immaginari
come amici nascosti sotto il tavolo, oppure
come questa bottiglia di vetro
sul ciglio della strada.
Qualcuno ci ha portati su uno schermo
in una bella giornata di sole
ma dicono che l’ora più bella è quando piove
ché si diventa ancor più immaginari
dietro gli occhiali, dietro una finestra.
Così ti vedo, mio film, mio veloce pneumatico
ignoto bevitore dei miei giorni
ti sento se poggio l’orecchio alla gamba
se qualcuno mi chiede -ti piace questo odore?
e sento le voci dei morti venire dagli oceani
dai campi dove passa una sola bici
nella stanza vuota dove un telefono squilla
e gli oggetti si guardano.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
grande immaginazione, bella! (Felice Serino)
...sì, tanto... (Lia)
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