Un nido di vespe nell’orologio
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Un nido di vespe nell’orologio
mi sembra la base su un pianetino
che ci osserva. Ramon ha sbadigliato
trenta volte in un’ora
e alla radio danno notizie
ripetitive, poi e poi
errori come ciliege mature
venute giù dall’albero.
Le città hanno piani di evacuazione
e finestre egocentriche
c’è chi ostenta il nulla e chi senza nome
sta la notte in un guscio di cartone.
Sul mare hanno piantato
bandiere contro l’illusione
e intanto il rosso dei papaveri
palpita strenuo, forse
non sono papaveri ovunque
forse è il mercato
per la libertà di domani.
È una sorda impressione
un pulviscolo e poi gli uccelli
con ali incolpevoli, i bei nidi
in aureole di piombo.
Per oggi, da un minaccioso caos.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...perfetto dire \"nido di vespe\"... (Lia)
Commenti (1)
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s
santo aiello17 marzo 2019
Immagini che si inseguono, in una successione introspettiva. Un equilibrio poetico ben tenuto nonostante il movimento che in essa c’è. Molto ben scritta, nella forma e nel contenuto. Complimenti...
