Senza titolo
Giovanni Perri
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prima ti parlo con l’orto di mio padre, che anch’io per poco ho faticato:
le cose che non vedi, i miei raccolti, sono messi così, per te, nella tua mano:
come da un rudere ti sogno e ti scrivo mio odore di infanzia e di ginepro
ma a scriverti è la nuvola che gira
su un piano di antiche finestre
per questo la parola arriva alla malinconia
come da un treno sentito, non visto
tutta piovosa
e con molta destrezza di uccelli si posa e va
filando campi nudi e canuti:
questo è un rivo che canta il disastro,
questo è l’incendio dell’albero
e dietro sono gli occhi di un gatto e di un lupo
che fanno l’amore.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
...fervida poetica fantasia d’Autore... (Lia)
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