Un grido di doglie
Il Corpo mi trema dal freddo
ma non è l'algida aria
densa di fulgidi astri
a farmi vibrare
ma un violento desiderio
d'essere spogliata
e nella nudità più pura
trovare
quel desiderio d'amare
che di rosso ha il succo del cuore
e non la ruggine del cieco avere
Oh Natale viemmi a trovare
Vieni Signore Gesù
strappami l'oro delle vesti
con le tue mani
con la tua bocca
cancella il porpora delle labbra
con il tuo sguardo lacera
il buio dei miei pensieri vuoti
che la mia carne senta il gelo del male
e s'infiammi dell'ardore di dare
che la mia anima si sciolga di lacrime amare
e si perda nel cristallo lucente
del tuo sorriso nascente
che ogni mio sogno di gloria
s'infranga
nel vento che suadente ti sfiora
a portare in ogni posto del mondo
il silenzio incantato di un attimo ancora
che attenda disteso
un grido di doglie
e un raggio di Luce
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Apache22 dicembre 2007
versi che trasmettono sensazioni fortissime, dolci e amare al tempo stesso ”il rosso succo del cuore” ”la ruggine del cieco avere”, bellissima versione moderna della nascita del Signore, con termini scelti e molto significativi. Da leggere e rileggere con spunti infiniti su cui riflettere.
