Zavorra
Serena Urbano
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Gambe di cuore tremule
stanche dei tanti passi.
L’ombra delle tue parole
zavorra che mi lasciasti,
strappa via le mie vesti.
Nuda avvolgo la pelle e riparto,
inseguo le orme di un respiro affannoso.
Eppure per te, come la luce a Giugno,
riempivo anche gli angoli.
Eppure per te,
trasformavo le paure in distesa di stelle,
anche se non era il dieci Agosto.
Oggi fatico a reggere un desiderio di speranza
raccolto come ciottoli sulle spiagge dell’anima.
Inquieta scalpito sui giorni
e tremo per questo finto dimenticato dolore.
©
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L'autore
Serena Urbano
Serena Urbano, nata in terra di Puglia, a San Giovanni Rotondo, l’8 Maggio del 1989. Gli anni da adolescente hanno segnato il modus pensandi; per me scrivere è conforto dell’esistenza. Scelta la strada delle professioni sanitarie, nel 2012 arriva la laurea e nel 2015 conseguo la laurea Magistrale in Scienze Riabilitati
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Complimenti Segnalo la Poesia. (Francesco Rossi)
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 marzo 2019
Leggo e in questa introspezione una voglia o meglio la determinazione a inseguire un disegno d’insieme che dell’appartenenza nell’amore pure il dolore insegue le sue vie che vengono ben proiettate da questa poetica entrando pienamente nell’universo percettivo del lettore.

