I tre mandrilli (ragazza stuprata in stazione)
Pasquale Lettieri
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Metropolitana S. Giorgio a Cremano.
Tre mandrilli con la clava,
perditempo in stazione,
sigarette nella bocca,
con le mani nelle tasche,
cani lupi in azione,
la ragione nel basso dei pantaloni.
Un bacetto, una carezza
alla preda poi prescelta,
un’amica ... ma che, una preda;
con slancio e con la voglia
degli istinti primitivi,
come scimmie denti fuori,
saliva nella bocca,
spingono la vittima nel vano dell’ascensore,
gli strappano la canzone,
la violentano con forza
tra risate belle e forti,
son beati scimpanzé,
animali soddisfatti.
Come nulla accaduto,
umiliata, la lasciano nel pantano.
Denunciati dalla preda
pochi giorni restano in gabbia
i mandrilli che son scimmie,
il verdetto: “ la preda era consenziente"
verdetto infame,
ingiustizia è fatta,
umiliata la gazzella,
segnata, segregata, addolorata,
scappa via dal territorio.
Cala il silenzio sul referto dell’ospedale Cardarelli.
Una lettera scritta in lacrime di Suo pugno
consegnata all’avvocato
descrive bene il suo dolore,
la sua morte momentanea noi speriamo,
la delusione grande nelle istituzioni.
Lettera
sembrava di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti", scrive ancora la ragazza che oggi, per la prima volta dopo 15 giorni, è uscita di casa. "Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza".
"Il futuro diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice". Dopo tante parole cupe e dense di pessimismo affiora uno spiraglio di speranza: "Mi piacerebbe essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo".
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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