Volto di donna
Daniela Dessì
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Occhi rossi consumati da insonni veglie,
quando si fa eloquente il canto di un lamento.
Dietro le tendine di una stanza,
una figura di donna proiettata sul vetro del cielo
che si anima,
oscilla avanti e indietro,
rassegnandosi alle ore impassibili,
in contrasto di pensieri alterni.
Lucciole del tempo sul far di Luna
in procinto di splendere!
Come una Venere audace
offre la sua genuina bellezza,
così tu offristi la giovinezza smaniosa su un piatto d’argento,
mai colmo di bontà e di frivola allegria,
ma ricco di spirito allettante,
che seduce con l’intelletto,
sveglio e pronto ad apprendere.
Solerte cammino ti spronò sin da piccina,
battendo la via insidiosa a piedi scalzi,
come oggi è nuda la tua offerta dinnanzi al giorno supplichevole,
poi tramutato in conquista di gioia faticosa
che il costante sacrificio pretende,
a prezzo di una felicità fuggevole.
Mille battaglie si risolvono in pochezza di valore
che non sia il guadagno del cuore,
spesso diviso a metà,
tra una rinuncia e il desiderio di rivalsa.
Quanti pendono dalle labbra di una madre,
donna che nutre il figlio e sfama la luce dei suoi occhi.
Quegli occhi cresceranno alla vista del mondo,
renderanno per sempre grazie alla virtù di Grazia
che il grembo amorevole ha partorito.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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Commenti (1)
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Francesco Cau10 aprile 2019
Quanti pendono dalle labbra di una madre, donna che nutre il figlio e sfama la luce dei suoi occhi. Quegli occhi cresceranno alla vista del mondo, renderanno per sempre grazie alla virtù di Grazia che il grembo amorevole ha partorito. Bellissima chiusura .

