Tutto in tre giorni
Oltre le grida
della piazza in festa,
al di là dei ghetti
dove uomini stanchi, pregano
per tenere viva la speranza,
là, sulle prime rampe
del colle sassoso,
muore l’Uomo dei dolori,
delle parole che costruiscono
il domani dei popoli tutti.
Passa il nero della morte,
per tre giorni
chiuse le menti,
nessuna porta aperta
e le finestre sbarrate,
fino all’alba luminosa
del terzo giorno.
Increduli gli uomini
ascoltano il Viandante,
che, niente stupito
con la luce negli occhi
in una pace contagiosa
e dolce la voce disse:
"Io ve l’avevo detto?"
E videro e credettero.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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