Giammai l’amore mi vide straniero
massimo turbi
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un gran silente sguardo
ravvisai nella luna grandiosa
che mi vide crucciato
sopra i cieli del declino
e che io non possa intercedere
per l ‘amor mancato
quand’ella tradì con l ‘amico
del cuore
me sciagurato Mefistofele
come posso peccare come ella
che fece in quel giorno di primavera
quando di nascosto la guardai abbracciata
al fedifrago amante
di notti insonni
nei sogni fra le coperte
umide di pioggia
vorrei farle pagare a caro prezzo
l’ ingiusto divenire
bruceró il suo cuore
nei temporali estivi
maledicendo il giorno in cui
la conobbi
il senso che abbiamo noi se divisi
come siamo da codesta vita
così reclusa nei bassifondi di nascondigli
e per magia la chiave fu poi gettata
al vento
giammai la mia vita sarà l’ infinita distruzione per l ‘amore perduto
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massimo turbi
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