Il ligustro e il merlo
Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
caro poeta sempre grande SeL (carla composto)
Avvincente fiaba in versi, molto apprezzata (Silvia De Angelis)
come sempre! ! (Stefana Pieretti)
sempre alla ricerca per meravigliarci, bella fiaba (emiliapoesie39)
uomo e merlo sono uguali... in questo caso... (Giacomo Scimonelli)
metafore ed immagini appropriate e coinvolgenti (Giacomo Scimonelli)
buona serata Alberto... (Giacomo Scimonelli)
Bellissima complimenti al poeta. (Gabriella Giusti)
come sempre Alberto (Sara Acireale)
Sempre grande poeta! (Giuseppe Mauro Maschiella)
Testo meraviglioso (Ausilia Giordano)
Commenti (10)
bellissima lirica ispirata ad una fiaba intensa e bella che ci porta ariflettere sempre bravo il valente poeta elogio
Bella fiaba, con espressioni di chi molto sa. Complimenti!
meravigliosa fiaba in una lirica perfetta versi incantevoli con elogi!
Bellissima la poesia espressa con un linguaggio fine e allo stesso tempo deciso, un poetare che arricchisce il lettore.
Verseggiare affascinante reso ancor più coinvolgente grazie allo stile impeccabile del bravo Poeta... una fiaba con una morale arricchita dalla fantasia... l’avidità conduce all’autolesionismo e come gli esseri umani si rischia di distruggere tutto ciò di buono che la natura ci offre... l’ingordigia e il voler avere tutto e subito, conduce, chi troppo vuole, tra le braccia di una prigione che si potrebbe evitare... ma l’egoismo quando comanda non ascolta la ragione e il buon senso... questo è ciò che mi ha trasmesso questa bellissima Poesia
Le favole, ad iniziare da quelle di Esopo, di Fedro e del nostro Leonardo hanno tutte una morale. Analizzando più da vicino il nostro"Genio Universale", c’è da dire che le sue favole si allargano dal mondo animale a quello vegetale e inorganico. La pianta della presente favola è il ligustrum vulgare dei naturalisti, delle cui bacche sono avidi alcuni uccelli. Perciò bene ha scritto l’Autore Scimonelli quando dice che molto spesso l’avidità e l’egoismo degli esseri umani può portare l’autolesionismo.
È una favola in versi meravigliosa (con lo stile del Poeta è resa ancora più affascinante). La morale di questa favola è evidente: non bisogna essere avidi perché altrimenti ci autodistruggiamo, come è stato per l’avido e poco accorto merlo. In tutte le cose bisogna ragionare un po’ di più (come si esprime Giacomo Scimonelli) e capire che l’egoismo e l’avidità sono autodistruttivi. Versi che ho molto apprezzato.
Credo che non accontentarsi mai faccia parte, come si suole dire, del nostro DNA – a volte è un bene perché possiamo ampliare ogni nostra conoscenza, ma a volte rimaniamo impigliati in qualcosa dal quale poi è difficile uscirne e non bastano parole di scusa onde cancellare quanto ormai può aver fatto del male.
Un poetare che ho sempre apprezzato, e per semplicità e per bellezza di versi come in questa favola. Plauso all’autore.
Bellissima metafora sul come, nella vita il predatore, può diventare a sua volta preda. Un elogio.









