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Fiabe 6 maggio 2019 · lettura 1 min · 1376 letture

Il ligustro e il merlo

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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C’era in un paese lontano l’albero chiamato ligustro, che avea rami teneri e belli e colmi di frutti novelli. Le foglie sue sempreverdi nei giorni cocenti erano ombra, i rami potean riposare e i bei frutti ognora ammirare. Ma un bel giorno un avido merlo, becco adunco e artigli pungenti, l’albero volea defogliare e i suoi frutti tutti ingoiare. Il ligustro, alfine impaziente: Toglimi anche i frutti diletti, ma lasciami almeno le foglie, dice... e così sazia tue voglie. Oh! Taci, selvatico sterpo, grida il merlo tutto infuriato, ché tu sei pel mio nutrimento e sol foco in ogni momento. Piange il ligustro a tai parole, mentre i suoi flessibili rami s’intreccian formando una gabbia, la miglior casa che il merlo abbia. La pianta, con voce gentile, dice al merlo: io son qui sempre, ancora non arsa dal foco... tu resta in prigione in quel loco.
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Poesia ispirata da una favola di Leonardo, il Genio Universale. Ricorrono, quest’anno, i 500 anni dalla sua morte. Componimento di quartine con versi novenari e schema metrico: abcc.

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


caro poeta sempre grande SeL (carla composto)

Avvincente fiaba in versi, molto apprezzata (Silvia De Angelis)

come sempre! ! (Stefana Pieretti)

sempre alla ricerca per meravigliarci, bella fiaba (emiliapoesie39)

uomo e merlo sono uguali... in questo caso... (Giacomo Scimonelli)

metafore ed immagini appropriate e coinvolgenti (Giacomo Scimonelli)

buona serata Alberto... (Giacomo Scimonelli)
Bellissima complimenti al poeta. (Gabriella Giusti)

come sempre Alberto (Sara Acireale)

Sempre grande poeta! (Giuseppe Mauro Maschiella)

Testo meraviglioso (Ausilia Giordano)

Commenti (10)

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carla composto6 maggio 2019

bellissima lirica ispirata ad una fiaba intensa e bella che ci porta ariflettere sempre bravo il valente poeta elogio

Franca Merighi6 maggio 2019

Bella fiaba, con espressioni di chi molto sa. Complimenti!

Stefana Pieretti6 maggio 2019

meravigliosa fiaba in una lirica perfetta versi incantevoli con elogi!

Francesco Rossi6 maggio 2019

Bellissima la poesia espressa con un linguaggio fine e allo stesso tempo deciso, un poetare che arricchisce il lettore.

Giacomo Scimonelli6 maggio 2019

Verseggiare affascinante reso ancor più coinvolgente grazie allo stile impeccabile del bravo Poeta... una fiaba con una morale arricchita dalla fantasia... l’avidità conduce all’autolesionismo e come gli esseri umani si rischia di distruggere tutto ciò di buono che la natura ci offre... l’ingordigia e il voler avere tutto e subito, conduce, chi troppo vuole, tra le braccia di una prigione che si potrebbe evitare... ma l’egoismo quando comanda non ascolta la ragione e il buon senso... questo è ciò che mi ha trasmesso questa bellissima Poesia

Alberto De Matteis6 maggio 2019

Le favole, ad iniziare da quelle di Esopo, di Fedro e del nostro Leonardo hanno tutte una morale. Analizzando più da vicino il nostro"Genio Universale", c’è da dire che le sue favole si allargano dal mondo animale a quello vegetale e inorganico. La pianta della presente favola è il ligustrum vulgare dei naturalisti, delle cui bacche sono avidi alcuni uccelli. Perciò bene ha scritto l’Autore Scimonelli quando dice che molto spesso l’avidità e l’egoismo degli esseri umani può portare l’autolesionismo.

Sara Acireale7 maggio 2019

È una favola in versi meravigliosa (con lo stile del Poeta è resa ancora più affascinante). La morale di questa favola è evidente: non bisogna essere avidi perché altrimenti ci autodistruggiamo, come è stato per l’avido e poco accorto merlo. In tutte le cose bisogna ragionare un po’ di più (come si esprime Giacomo Scimonelli) e capire che l’egoismo e l’avidità sono autodistruttivi. Versi che ho molto apprezzato.

Berta Biagini7 maggio 2019

Credo che non accontentarsi mai faccia parte, come si suole dire, del nostro DNA – a volte è un bene perché possiamo ampliare ogni nostra conoscenza, ma a volte rimaniamo impigliati in qualcosa dal quale poi è difficile uscirne e non bastano parole di scusa onde cancellare quanto ormai può aver fatto del male.

Marinella Fois9 maggio 2019

Un poetare che ho sempre apprezzato, e per semplicità e per bellezza di versi come in questa favola. Plauso all’autore.

Bellissima metafora sul come, nella vita il predatore, può diventare a sua volta preda. Un elogio.