Addio cara terra mia
Vivo è il ricordo di quel giorno d’inverno,
candida cadeva la neve a coprire ogni cosa,
strade deserte come un cammino silenzioso
fatto di passi e orme senza volto.
Valigie aperte sul letto,
maglioni di lana che non bastavano mai,
le fredde giornate del nord
non faranno dimenticare
il caldo sole di questo paese.
Con sguardo fuggente guardai quel figlio
per non cadere nella tentazione
di stringerlo tra le braccia,
per non farlo partire mai più.
Sento ancora il fischio di quel treno
che inesorabile ti portava via lontano da me
orgogliosa di quella divisa grigio verde
ma con il cuore spezzato dall’addio.
Non esser triste figlio mio
l’amore della tua famiglia
è un punto di approdo indissolubile,
un’ancora di salvezza nel mare della vita.
Si... neanche spezzata retrocede
è scritto in alto sulla bandiera,
come questa madre che ha perso un figlio...
come questa terra che ha perso un uomo...
©
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Una bella poesia Mi complimento. Benvenuto tra noi (Francesco Rossi)
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