"Pensiero"
Adele Vincenti
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Uggioso tempo e
pioggia a batter impetuosa
su vetri stanchi in aurea foschia ad
investir la verde fauna oltre casuali vetri.
Vagan sorrisi inermi d’ospedale
pianti e parole in fragili dolori e lamenti
a chi con sofferenza sosta all’ospedale.
Vocii inquietanti e campanelli in
corsie ove il male segna anime a
sperar ed attender qual verdetto che
aleggia fra le sponde di un numero di letto.
Sarò un numero fortunato?
Oh corsia d’ospedale ove
il tempo giace e dispera.
Flusso di pensier e nudi calchi da
difender arditamente
ove la solitudine impera e spera e di
vivi ricordi scioglie nodi,
di un passato e presente ad unir mente.
Circoncisi spazi ad anime
congiunte da stessa sorte avvolte
ad unanime preghiere ed implorazioni
in alternanza a giorni solitari e
fra notti ed albe la
sorte apre la porta a nuova vita.
Pillole d’amor ad eruttar dai cuori.
Ospedale a guarigion di mali
a volte non se ne esce immuni,
la balorda sorte non fa la grazia.
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
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