Rigo vuoto
Ventola raffaele
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Ho amato i tuoi silenzi
come fossero per me
il crepuscolo dell’ultimo tramonto,
le algide lune dimenticate nelle frenetiche notti d’amore,
gli abbracci lasciati morire al caldo di un camino.
Piove, e nel vento c’è rimasto solo il grido di un gabbiano
a parlarmi di te
imprigionato nel riverbero di un cielo di vetro.
Piango ricordi, assiso su un frammento di tempo
a sublimare l’attesa
là, dove la notte ha piovuto poesia...
sul rigo vuoto inciso nella neve.
Potrei disegnarti ancora
con un tratto appena accennato
adesso che ritorni
come rondine solitaria al tuo nuovo nido.
Noi che del viaggio siamo la mancanza,
anime che si svuotano dell’immenso deserto...
per regalare ancora un po’ di cielo
alle nostre ali senza più vento.
©
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
La trovo struggente ed incantevole (Paola Galli)
Meravigliosa! Bravo Raffaele (Paola Galli)
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