"Sulla vaniglia"
Stefano Drakul Canepa
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Quando avevi le labbra socchiuse
io ti baciavo lentamente
sulla vaniglia appena sbocciata
e respiravi tra le foglie
Che la primavera aveva regalato
con i fiori di maggio
in un concerto di nostalgia
scritto con l’amore delle lune
Quando la sera tremava di ombre
tenevi le mani congiunte
come in una preghiera sacrilega
stretta al palmo della tenebra
Che la notte conservava per le ore
più tarde quasi fossero
gemme nere lucidate nel cielo
e poi dimenticate per giorni
Dopo il ritorno al dolore del buio.
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Stefano Drakul Canepa
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