Il papà senza voce

Non mi sentivo
invisibile nella gestione dei
figli, si sorrideva sempre con la
moglie; a differenza di quanto
succeda oggi, è solo la madre
che ha le doglie.
La compagna
nasce, in una famiglia che
non cresce; il compagno tende
spesso a defilarsi ... a ritagli o a
ruoli solo residuali, questa è
la conclusione!
Come si fa
il tutto a conciliare,
in quel loro progetto familiare?
Oggi l’argomento è legato al tema,
lei non vuole rinunciare
alla carriera.
Responsabilità
e rinunce ugualmente suddivise,
i talenti devono essere equamente
coltivati; condiviso senza essere
costretti, che ognuno faccia la
sua parte.
L’arrivo di un figlio
non fa cambiare le proprie aspettative,
sia quella professionale che di carriera;
non si annullano i progetti,
e non si faccia
i furbetti!
Il papà che si
sente invisibile e senza voce,
forse quella consapevolezza gli piace;
chiedono tempo e spazio, per sentirsi genitori
sempre apposto.
Quella umiltà
intellettuale, rende attraenti
le persone; un sorriso franco e
aperto, può far fronte a cose ostili
e modificarli in libertà
e mai costretti.
L’intelligenza umile
e altruista, fa nascere figli
per la continuità ... è nella sua natura stessa;
i papà che oggi assistono al parto,
e l’attaccamento al figlio
è un fatto.
Per la vera civiltà
cattolica se uno crede, offre a
tutti sempre per il bene comune
l’amore e, nel dialogare, abbassiamo
le difese politico/sociali ed anche
culturali.
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