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Donne 6 luglio 2019 · lettura 2 min · 2337 letture

Le ciglia del tramonto

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Se l’inchiostro fosse stato prigioniero di una scatola di sigari, se l’acquerello fosse stato meno sbavato sulla tela, a raccogliere tutte le preoccupazioni, in un colore affogare... Se non ci fosse stato l’uomo che toccò d’incesto con le tempere ogni donna ritratta, come una sorella, come una figlia, come la passione che nasconde e strappa le viole in fiore, che prende e lancia le spighe per ogni schiena, lungo la pelle pallida del silenzio... Se le urla non fossero così lontane, carezze azzurre e poi buie di un mare che nutre, partorisce e riprende, risucchia, nel suo grembo magro e profondo... Raccontami di quella donna che si sentiva svenire ogni volta, sentiva le sue mani, carezze di cera, lungo il dipinto, il suo corpo, le curve, lungo i fianchi, fino a rigurgitare perversioni e paure dagli occhi di un gatto impaurito. Raccontami di quella donna che si prendeva le bestemmie e le offese, che accettava il suo piede schiacciare il proprio ventre, e accettava poi i suoi baci e le sue lacrime e poi ancora prendeva le sue mani sulla propria pelle, per l’ennesimo capolavoro di un quadro da vendere assieme a fotografie bianche e nere e nude. Raccontami di quella donna che lo amava, nonostante i pezzi di bottiglia, nonostante lo schiaffo, nonostante gli insulti, nonostante la pesantezza del suo alito, le sue parole logore come il peso del suo desiderio e del suo pianto, nonostante il proprio vuoto che si trascinava, scivolava, tra gli spazi e le tavolozze, tra le polveri e i cavalletti, e lo cercava, a sé, attraeva le sue carezze tremanti e insicure, e lentamente come una madre che chiude le ciglia gli baciava i polpastrelli alla ricerca del ladro di mani, del respiro che ruba il senno e il sonno, e lo guardava senza parlare, ed era lei, infine, a rubargli le dita per le ultime carezze del tramonto.
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Tema: Carezze rubate

L'autore
Giorgia Spurio
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Bellissima! (Silvia De Angelis)

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