La bianca vela
Saverio Chiti
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Va la bianca vela al novello porto
porta che sé chi non conosce scalo
e da sempre vive in viaggio...
Entra nella rada la vela bianca
resa sporca dalle grida
di chi dalla riva non conosce il mare
e neppure la sabbia che scotta
sotto i piedi feriti dall’incedere senza sosta
nella continua lotta per la propria vita.
Va la vela in porto nonostante le braccia chiuse
e gli sguardi arcigni di chi fomenta l’odio
chiudendo il cuore all’altrui bisogno
disegnando in ogni anima un sogno vuoto.
Attracca finalmente la vela alla banchina
davanti a cordoni di persone rese immobili
dalla paura per il _diverso_
che poco hanno a che fare con l’aiuto
e molto con il discriminante pensiero
che sovverte l’insegnamento ricevuto...
_fai questo in memoria di me_
Ognuno di noi sa quel che la propria anima chiede
ma se del cattivo esempio ancor non s’avvede
rimane a rimestare nel torbido d’un cuore
che persa ha la memoria di una croce
che si staglia come una bianca vela, all’orizzonte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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