Mettiti comoda
Ed ora siediti daccanto a me,
mettiti comoda, faremo tardi,
e basta frottole: sono il tuo re!
Nessuna regola, ma solo azzardi,
carezze languide, senza un perché,
ché nei tuoi avidi occhi bugiardi
a parte il fascino, non v’é alcunché;
dolci sí zucchero, però infingardi.
Allora dimmelo che mi ami. Ancora.
È un’ imbevibile coppa di fiele
l’amaro calice delle bugie,
così venefico, che mi divora;
tanto adorabile quanto infedele:
sei tu l’origine delle agonie.
©
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