Dieci agosto
Seduti sulla spiaggia noi da soli,
fra tutta questa gente scalmanata
giocando il più piacevole dei ruoli,
che é quello dell’amato e dell’amata
che trascurando il mondo tutto intorno
non vedono che il cielo e i loro occhi
vivendo solo l’infinito giorno
scandito da sospiri e da rintocchi
di cuori che si fondono in abbracci,
felici si aspettava il dieci agosto,
passato sulla sabbia, negli addiacci
la mano nella mano, ad ogni costo;
un po’ ridendo e a tratti un po’ più seri,
scrutando i ciel cercando l’agognato
bell’astro che, cadendo, i desideri
benevolmente avrebbe realizzato.
È già passato un anno, e non ci sei.
Eppure torno qui, e ancor mi fingo
d’averti accanto; lí nei sogni miei,
che a larghe pennellate ancor dipingo,
cercando di coprire col colore
di quei ricordi dolci ormai passati
il buio freddo, angusto in questo cuore
ferito dagli sguardi tuoi accigliati
di quando, quella maledetta notte
tu pronunciasti le ultime parole
di fronte a stelle pur cadenti a frotte.
Mai più nella mia vita vidi il sole,
lasciato qui da solo a naufragare
coperto da un pesante plumbeo telo
seduto sulla spiaggia in riva al mare
a piangere le lacrime del cielo.
©
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