"Le mie fantasie (la schiava)"
Stefano Drakul Canepa
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Ti tengo ai piedi del tavolo
come una statua di carne
alla quale ogni tanto si danno
carezze di nuvola infranta
Nuda come stella di marmo
che brilla di una luce
non propria ma riflessa
in uno specchio dei desideri
Ti lego quando ho voglia
di sentire un gemito
lontano ma vicino alla pelle
già arrossata dai sogni
Le mie fantasie (non le tue)
stridono appena languendo
contro il ferro tagliente
dei capezzoli stretti alla corda
Silenziose lune appena nate
nelle notti troppo buie
per cullare una favola
o altre storie di pena smarrita.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima, molto! (Stefana Pieretti)
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