Gli abbagli
Ogni tanto
il vento infervorato, si fermava
per ascoltare le anime in pena
che barattavano un sollievo breve
in cambio di un domani
che non interessava
-Poi ripartiva e si divertiva
a irritare mimiche indurite
preparate per durare
-Gli alberi danzavano
con rumore
e i rami, un insieme di fruste
a spaventare, domare animali
pronti a uccidere
in cambio di niente
-Senza nuvole
venne acqua dal cielo,
erano lacrime di amori
incatenati
con troppa forza
con troppa fretta
-Il pianto si seccò
e gli occhi rimasero a metà
come una finestra che si presta
a luci e tagli d'ombre
-Era il giorno della ricorrenza
degli abbagli,
false gioie di cuori
statici da lungo tempo
e fingevano
una quiete dolce ansia
sotto coperchio ballerino
di truce dolore
-
©
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