Il Ruscello
Adele Vincenti
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Calpestar vorrei le tue acque
distesa che fluisce al mare,
verrei con te ad aggirar il mondo,
in mormorio fra rupi e dirupi,
come un fiore lasciato alla deriva...
A piedi nudi calpesterei la terra ove
bagnarli è volar in frescura...
Acque salmastre a profumar di primavera in
quel ruscello ancor galleggia la mia rima,
ricordi ove scrivei di te, di me di noi,
fu rima bagnata e
pura come l’acqua che scorreva ...
Ricordo venne l’estate ed ancor scrivei
donasti ombre e profumi e
di quel venticello ne beai,
magica intesa fra l’acqua e la terra,
apice sereno ad ammaliar in eterno...
Ci lasciammo e non ti ritrovai,
perdesti la corsa verso il mare,
ed or dove tu eri v’è erba e fiori,
caro ruscello di te il ricordo è vivo!
©
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L'autore
Adele Vincenti
Scrivo dall’età adolescenziale, realtà, fantasia, emozioni e voli pindarici, stati d’animo, sentimenti e fantasia, son la mia arte liberatoria. Scrivere non è selezionare parole, è dar voce all’anima e al cuore. Il poeta coglie l’invisibile. Capta, all’attimo fuggente, pennellate di colori, per riempir pagine
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto ispirata. Complimenti. (Salvatore Pintus)
Commenti (1)
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Salvatore Pintus24 agosto 2019
Racconto poetico che la poetessa ci propone come una viaggio nelle rive del mondo, a inseguire i tortuosi cammini dell’acqua di un fiume. Viaggio meraviglioso e meravigliato. Molto intrigante e fascinoso verseggiare.

