Se ora il pianto
Saverio Chiti
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A che serve piangere, non serve piangere ancora
casomai e possibile considerare il fuggire di buon’ora
su di un’isola deserta per fare riposare l’anima
laggiù dove ogni cosa è più candida,
alleggerendola da quel nero che cresce dentro
e prende alla gola nel perverso pensiero originato in sé...
A che serve piangere, non serve piangere ancora
per capire ciò che da dentro ogni notte scende ben oltre il buio
senza che nessuno conosca un perché,
ma anche questo è pur sempre amare
è amare la vita che sembra sottrarti ai nuovi orizzonti
fatti invece per essere scoperti assieme.
A che serve piangere, non serve più piangere ancora
eppure qua siamo
mentre le lacrime scendono copiose
aspettando su questa limpida soglia
il momento di rispecchiarsi ancora
In quel che credevamo perduto.
E se adesso io piango, piangerai anche tu?
Se io sorrido, di certo allora sorriderai anche tu
e se invece guardo dentro di te, anche te guarderai in me?
Io che vedo rondini migrare e mi perdo in quel volo
di pensieri lasciati partire
ora che sono solo il ritorno all’amore che fu...
Se ora il pianto non è che un bene rifugio
allora facciamone scorta
poiché l’umano io e pur sempre ligio
a quell’amore che tanto dà di sé
senza chiedere niente in cambio,
nemmeno un perché.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes
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