Ti guardo
Ti guardo, stai dormendo, sei vicina,
al solito mi baci, poi t’abbiocchi;
osservo i movimenti dei tuoi occhi;
sorridi mentre dormi, che bambina.
I muscoli distesi, rilasciati,
il petto va su e giù, ritmicamente.
A volte poi, però, vedo un sobbalzo...
saranno forse sogni tormentati?
Vorrei viaggiare dentro la tua mente,
sbirciare e lesto uscire in un sol balzo;
e voglio; invece no. Piuttosto mi alzo,
non prima di baciarti sulla fronte;
il sole all’orizzonte
languidamente caldo si avvicina.
Ed era notte, ed ora è già mattina,
il campanile conta i suoi rintocchi;
ancora sento il caldo dei tuoi tocchi,
ti guardo, stai dormendo; ma una spina
si insinua e si fa strada qui nel cuore.
Sei tu che sogni, oppure sono io?
Se mai in vita ebbi tanta luce,
conobbi il grigio, appena, e mai il colore,
perché, in virtù di qual beffardo dio,
meriterei questa illusione truce
che non a morte ma a pazzia conduce?
Deciso mi avvicino e ti accarezzo,
ti sveglio, e mi disprezzo:
ché sei per me delizia e pur rovina.
©
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