Nero credere
Sente il tempo
d’ angoscia percorsa
in rotta abbandonata
scompare
al volto livido
di un romantico esilio
con ritorno poi fugace
in conciso intuire
del bambino le riflessioni
pozzanghera tra le rovine
di minuscoli orizzonti
albergando
in dimora notturna
ipotetica linea cupa
l’eternità dei suoi stracci
evidenzia sensibile
il piacere del sonno
come disfatta
nostra incredulità
solo immaginazione
di cultura e concetti
o medesima evasione
dal torpore razionale
leggenda tra i camini
con esile fare
a riempir vizio capitale
nella calza simil peccato
sostegno bordato
di un quasi tormento
le braccia sorreggono
pirotecnici voli
al declino di stelle
e d’epidermica stanchezza
conserva la calma
come vaghi ricordi
nel vissuto mistero
verso lustre oscurità
coordina il suo esistere
di fenomeno ciabattare
a condurre il nero sbadato
che avvolge la favola
da empio redatta
©
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Sincity
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