Sei partito
Saverio Chiti
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Seduta su questo divano,
sprofondo sempre più nell’ansia e nel dolore
che macera il mio cuore e la mia anima...
Stamani di prima ora, sei partito
tutto impettito nella tua nuova divisa
_oggi uscirò di pattuglia_
mi hai detto con orgoglio
tu che da sempre dedichi la tua vita
per difenderci dai soprusi e dai molesti comportamenti
di chi sempre meno rispetta regole
e ancora meno la legge...
Sei partito di buon ora e adesso
non ritorni, sconfitto da quel male
che si è impadronito delle nostre strade.
Avevi quasi trent’anni e tanto cammino
a te avanti, così come un domani certo
invece eccomi qui con la tua foto in mano
e lacrime sulle guance che scorrono veloci
più di colpi di pistola che attraversano la via
come colpi di tosse da respiri sempre più malati
com’è questa società, che non difende i nostri figli...
Son seduta su questo divano con la tua foto
che stringo a me, mentre tuo padre lo sento
che piano, quasi per non disturbare
piange davanti alla soglia della camera
di un figlio cresciuto così di fretta
e già andato verso tramonti a noi preclusi.
Sei partito in un pomeriggio simile ad altri
in un momento che non conosceva misura
né limite alla vita, eppure sei partito
lontano da me, dai miei occhi
e dal cuore mio, sei partito...
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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