Sogno
Non resta molto
-forse rare scintille-
di un tempo consumato
nel bruciare di luci artificiali.
E' inutile la notte
per guardare le stelle,
il loro tremore rassegnato.
Dove finiscono le creature irreali
che abbandoniamo quando apriamo gli occhi?
Ho visto una farfalla...
Era gialla,
come splendente girasole.
Cercava le mie mani,
non sapeva volare.
Mi guardava,
innocente,
ed implorava amore...
Ed io piangevo,
impotente
perché sentivo il suo cuore
spegnersi
lentamente.
Non voleva morire.
Ma io non ho saputo proteggere il suo cielo,
liberare il suo sguardo dal dolore.
Che fine fanno quelle vite sospese
quando ritorna il sole?
©
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (2)
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L Falchero3 gennaio 2008
un'altra dolce poesia... che si libra come la farfalla di cui l'autrice si da tanta pena... tanti come sempre
Zima3 gennaio 2008
”tremore rassegnato” delle stelle, forse a raffigurare i sogni disillusi... questa poesia è carica di tenerezza e amore, peccato ke lo sia anche di tristezza e rassegnazione.


