Alfabeto
-Della foglia posso raccontare
dal bocciolo
al vento d’inverno
che la coglie
e nel viaggio
dal ramo alla terra
termine sarà uno stropiccio di piede.-
-E se della foglia raccontassi
la curva che lascia
sull’anima
il suo passare.-
“Quanto può aprirsi l’anima
per dare spazio
a quella di una foglia.”
“Quanto deve sciogliesi una parola
per seguire la trama
della clorofilla.”
“Quanto dovrà vacillare
la mente dei numeri
per contare gli innumerevoli piccioli.”
-Questo mi chiedo-.
“Basterà spostare
il proprio peso sul suo lembo
per essere,
non parola d’alfabeto
ma nervatura perenne
di foglia.”
– Ancora non so-.
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Commenti (1)
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X Bruna Rossini1 novembre 2019
Mi piace tanto questa poesia davvero ben scritta. Mi ha colpita per la forza e l’originalità delle immagini metaforiche. La prima strofa è incantevole.