"Le ombre sbiadite"
Stefano Drakul Canepa
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Riconoscevo la porta di casa
dal colore delle tende
e dal profumo dei limoni
che d’autunno invadeva l’aria
Non c’era nessuna speranza
di poter dimenticare i giorni
e attendevo solo che il tempo
scolorisse i bordi del male
Per non piangere parole
sopra alle lacrime versate
ormai sterili come foglie morte
appena soffiate via dal vento
Rimarginavo ferite aperte
con la stessa lentezza con cui
contavo le ore di ogni mattino
lente come le ombre sbiadite
Che mi conducevano alla sera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
La bacheca della poesia
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apprezzatissima! (Stefana Pieretti)
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