3 Novembre
Rosetta Sacchi
1890 poesie pubblicate
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Incalza il vento, poi cede...
e muta alla pioggia il ritmo
e l’onda pare... l’onda del mare
che ad investire il cielo ora s’adopra.
La terra è piena nelle crepe e nelle falle
più fonde di foglie e spezzati rami
e di detriti e sabbia.
In qualche pozza naviga un uccello morto,
già scheletrito.
Ottobre dell’autunno poco ha mostrato
e all’anima ha donato desio di viaggio
in lidi di luce e di speranza, col sole
sì ardente nelle ore mediane
da fare invidia ad un giugno maturo.
Novembre a ragione ora s’affaccia
col cielo denso di grigio e con l’acqua
che abbonda e che scroscia con un suono
che varia sulle chiome e sui tetti,
dopo il giorno dei morti.
Ieri, un raggio soave ha scaldato le tombe
quasi a rispetto anche dei vivi, a frotte
tra i ceri ed i defunti e i crisantemi.
Il dì seguente un vento freddo
sospinge i passanti per le vie
e pei sentieri le foglie morte
e recitando va litanie, di preludio
ad un tempo di letargo e d’oblio.
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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