Il saluto
Saverio Chiti
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A passo lento, fra lapidi amiche
ho scorto il volto tuo che credevo dimenticato,
un’immagine che stona in questo luogo di riposo...
le mani ho giunto in preghiera
per risollevarmi il cuore, te lo devo da tempo
da quando senza un saluto
reputasti giusto giungere all’addio
quasi fosse un distacco di poco conto.
Oggi mi adeguo alla corrente di pensiero
e poggio così quest’orchidea alla base del volto tuo
dove loggia la tua anima
sin da quando eravamo bambini,
non so sia giusto però
visto che ho il piacere in me d’averti ogni giorno
in ogni mio pensiero.
Non saranno certe queste lapidi amiche
a parlarmi di te...
mi basta guardare in alto per scorgere il tuo rifugio
fra le apparenti dolci gioie macchiate di polvere di vita,
mentre il tuo viso è bene impresso fra il cuore e l’anima
tanto da farne un tatuaggio perenne
da conservare con cura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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