"Graffio i muri"
Stefano Drakul Canepa
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Scorro le ore
quasi fossero un battito d’ali
di un insetto prigioniero
in un cielo nemico
E attendo i giorni
con le loro sere d’argento
per piangere una speranza
o un dolore senza colori
Graffio i muri
con le unghie levigate
dal passaggio del tempo
senza fine al lamento
E sciolgo il gomitolo
dei ricordi più lontani
per non morire di noia
nel vuoto delle cancrene
Nere della mia carne.
©
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Stefano Drakul Canepa
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