Un miope
WinterWolf
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Mi sarei aspettato di più
da tutto questo mio trasporto:
profondo sconforto,
devastante malinconia
paura di rimanere solo
dove siete finiti?
Possibile che possa bastare
essere stato attento
ed alla fine comprendere?
Mi sconforta assumere
questa disumana distanza
giusta, ricercata,
funzionale, collaudata,
acquisita
e in divenire.
Mi disarma questa assurda
consapevolezza di conduzione di rotta:
sembra sia esclusa al caso,
la gioia di scegliere;
il brivido dell’eventualità di perdersi,
escludendo l’inevitabile casualità della morte,
resta respinta l’opportunità di arrendersi.
C’è un mondo affranto
che vorrebbe abbandonarsi al pianto,
ti ricordo.
C’è una vita soltanto.
Un impegno richiesto,
la soddisfazione del giusto, retto
sorretto ed eretto ad immagine;
o il rimpianto, del triste reietto sconfitto,
rimasto in compagnia di licenziosa speranza
di non restare solo, nel pianto.
O ancora esiste il meschino
ma da questo atollo,
risulta essere troppo distante,
per la vista di un miope.
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WinterWolf
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