Cinque
Cinque erano le dita
e tutte
al sogno generoso strette
forma impossibile di disegni
ed orma di saggezza.
Cinque erano i raggi
del chiarore al sorgere dell’alba
nel cavo della mia mano
e sulle mie labbra
e dai miei occhi gocce di rugiada.
Ora ...
sulla grande piana
un canto annuncia il giorno
ed il vento furioso scrolla
la mia vecchia polvere ...
quanto diverso è l’oggi!
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Mi inchino Mirabile. Saluti. (Francesco Rossi)
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