Moto perpetuo

Moto emotivo perpetuo
un tamburello nella folla
si marcia disordinatamente
verso il bene assoluto
e la folla ferisce, la folla
come un puntino nero
poi rosso sangue
mi interrogo sul mistero
dove si contano i passi
e non gli istanti che li portano in vita
un orologio fermo alla stazione
un uomo seduto senza spazio
il suo volto come la terra
dopo l’aratro, e poi i solchi
vuoti di parole, di espressioni
tutto quello che c’era di sapere
è già vissuto, ed è già da cancellare
l’orologio trema che gli sfugge il potere
il foglio resta bianco nella schiuma del mare
e anche i gabbiano si allontanano
svaniscono nel sole, poi l’attrito
di molte nuvole nel cielo
io ho udito, le loro forme parlare
io ho saputo, e mai voluto confessare.
Io ho volato, e non ho mai saputo amare.
©
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buongiorno poeta... filosofia eriflessioni, (emiliapoesie39)
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