Non ho più ali
Non ho più ali per migrare
e come un gabbiano stanco
disegno parole al vento
ed il foglio
mi è nascita e destino.
Non ho più ali per altri lidi
rimango sulla boa che m’accoglie
al sibilo dei sussurri
che parlano di neve e di ombre
nell’ora della quiete.
Rotto il mio verbo,
d’un grido rimangono frammenti,
e la mia soglia
ha sempre un uscio aperto.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
hai colto nel segno ! (Rasimaco)
Commenti (1)
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Francesco Rossi3 dicembre 2019
Si percepisce una notevole vena poetica nel verseggiare ma, questa volta a mio parere l’autore estrapola alla perfezione la riflessione: rimane sulla boa che lo accoglie e mi sovviene alla mente il mare con un aprirsi a ricordi di neve e di ombre nella quiete che spesso noi troviamo sia al mare che in montagna e in ogni dove sempre se: abbiamo come l’autore l’uscio aperto.

