Scritto d’autunno
Io voglio che sia il mondo dell’autunno
L’autunno è sempre un tempo in cui pensiamo all’eternità.
Alle nostre memorie, lasciate sull’erba dei morti.
Tu dicevi che si indicavano le domande giuste
sul nostro tempo,
che saresti stato come l’autunno che torna a dire i limiti,
quando perdiamo nella corsa le persone care:
in alcune luci che ci danno conforto,
lasciamo che avvengano gli affanni:
nei tuoi sorrisi non mancano persone e alberi,
le scarpe di chi sente percorrere tutta un’intera vita a piedi.
Lascio le mie forchette su un tavolo di stelle,
resto seduta fuori, alla distanza giusta
che muove le stagioni nel vento.
Accade quando stiamo insieme
che i giorni della settimana cambiano:
il sole non è più il sole e tu non sei come la primavera,
sei molto più somigliante all’autunno
più leggero nei giorni della settimana.
Sei come un vivo autunno, dall’aria giovane,
che mi ha raccolto in un giorno caldo d’agosto,
quando la pioggia si poteva sopportare
e si poteva animare il vento, i fulmini delle proiezioni.
Sei somigliante all’autunno.
Ad un’acqua che chiude gli occhi
ai colori dei giorni, così somigli all’autunno, felice
così ti alzi con coraggio, quando l’autunno è finito,
come fossi tua per sempre.
Sabatina Napolitano da «Scritto d’autunno», Ensemble 2019
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