Il ponte di Einstein- Rosen
Ancora una volta mi trovai invero immerso
in un eco vociare sghembo e sibilante
e il motivo non parve meno o più importante
del tempo che si infranse intonso in vuoto terso
Entrasti da un vortice squarciato dello spazio
senza annuncio o presentazione alcuna
sinuosa e silenziosa come morbida duna
avevi labbra carminio lucenti e occhi di topazio
L’inizio si confuse con l’imminente fine
di un languido peccato ancora da espiare
noi passavamo il tempo ad incastrare
progetti che esplodevan come bollicine
Rimetti a noi i nostri sacri pentimenti
e non lasciarci più smarriti ai margini del niente
alle risacche emotive dal ritmo intermittente
dei nostri sguardi che collidono indifferenti.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Grande qualità e ottimo contenuto. Complimenti (Francesco Rossi)
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