Mare di scirocco
Non so che è stato
che questo cielo
incombe grigio
nella sera.
Ansia dei sospiri
di un vortice di vita
segnata nelle vene
aperta come una ferita
al margine di periferia.
Disagio noto,
di cui si è parlato tanto
per far assuefare le menti,
cannibalismo innato.
Nel fango lacerati
nobili pensieri
affondano.
Labili gioie
si spengono
sui muri sporchi,
sui recinti
dove i cani annusano,
diffidenti
l'odore stantio
malinconia andante.
Ostelli aperti,
dove tutto si vende,
anche l'anima
per poco più di niente.
Ma dove tutto pùò iniziare,
non si farà mai niente
perché cambiare
fa molto male
a solidi interessi
a chi guizza nel lucrare
a chi ha dato il cuore
per una moneta rotta.
Ignava città
godi della lussuria ingorda!
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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