Volevo una Bambola
Gabriella Giusti
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Ricordo indelebile
scritto nella mente e nel cuore
meraviglioso momento
ancor ti avevo nel mio grembo,
tu sgambettavi
ed io sorridevo,
pensando al lieto evento.
Quella mattina
il cielo era ancora scuro
nel freddo Dicembre
avvolta nel cappotto
con le mani sul pancione
gioia
speranza infinita,
entrai in quella clinica
a donarti la vita.
Lacrime dure
scesero dai miei occhi
stupida delusione,
tu bello biondo come il sole
una boccuccia a cuore
peccato però,
avrei voluto vestirti di rosa.
Un fiocco azzurro
nel passato
sulla mia porta di casa
già era stato.
Son pentita
lo ammetto,
come ho potuto
piangere per questo?
Ancor dopo tanti anni mi pento
scusami ti prego figlio mio,
ricordo quel gioioso giorno,
quando fra le mie braccia ti han posto
ti ho guardato,
di te mi son innamorata.
Lacrime dolci di pentimento
son scivolate a bagnarmi le gote
fin giù a sfiorar le labbra,
ridonarmi il sorriso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gabriella Giusti
Gabriella Giusti Pittrice, scrittrice, Poetessa è stata alunna del M/stro Valery Escalar ha partecipato a mostre personali e collettive, e ha avuto un crescente successo. Accademica per la pittura naif. Ha scritto due libri. Poesie e dipinti (Sulle Ali della fantasia) in italiano e romanesco, Romanzo (La Figlia del
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