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Uomini 27 dicembre 2019 · lettura 3 min · 1280 letture

La pulzella

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Rosario Salvatore Di Modica 160 poesie pubblicate
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Canto di quella donna, la pulzella vergine, santa e indomita guerriera; senza pietà i nemici suoi flagella, vince una guerra persa; bella e fiera, terminerà i suoi giorni in una cella che lascerà per ardere qual cera; o forse no; ché in ciò che si tramanda senza risposta è più di una domanda. "Signora, in piedi innanzi a questa Corte. Macchiata di magia ed empietà, la vostra paga può essere la morte per quelle azioni colme di viltà. Fidate in Dio; e sia la vostra sorte nelle Sue mani, e della verità; del Dio di cui noi siamo simulacro: giurate orsù su questo Libro sacro. Chi giudica pretende ogni rispetto! E il vostro abbigliamento è un’eresia; che donna vesta da uomo è tanto abietto, che è sufficiente prova di magia! Vestite dunque in modo che al cospetto della Divinità e nostro sia ben chiara volontà e conoscenza dei vostri errori, e di resipiscenza!" " Signori, nacqui umile, scusate; se offendo, giuro che è senza intenzione; la Francia era perduta; ed abbuiate tutte le brame di resurrezione; le truppe né le forze dispiegate da Carlo sesto, re della Nazione potevano arrestare la disfatta. Da quelle voci allora venni attratta. Avevo poco più che tredici anni, in fondo solamente una bambina e mi si palesarono nei panni di San Michele e Santa Caterina. La guerra aveva fatto tanti danni; il regno che versava già in rovina; La decisione fu sofferta e dura: tolsi le vesti e misi l’armatura. Recatami al cospetto di quel Carlo che per l’inettitudine svendette il sacro suolo, piansi per strapparlo all’immobilità, ma non cedette, convinto che cercassi di beffarlo! Oh folle! E sordo alle parole schiette, lui mise in dubbio la verginità; fugato questo, nega la realtà: che mi voleva a capo del francese schieramento Dio Padre onnipotente. Di fronte all’evidenza, non si arrese; Fu il suo delfino, Carlo, consenziente; e a lui io mi prostrai e a braccia tese sapendolo comunque diffidente, "pur donna", dissi, "guiderò la guerra che ci libererà dall’Inghilterra." Fui posta innanzi ad una grande armata, su un candido cavallo. E la purezza mi rendeva dal popolo ammirata. Marciammo su Orléans, città e fortezza che resisteva stanca e inespugnata, portando speme e gioia e quella brezza di libertà che corse per la Francia: per volontà di Dio e della lancia. E così fu. E Carlo incoronato a Reims capo del gallico reame; appena il regno fu riunificato fui vittima incolpevole di trame dei Borgognoni. E senza alcun reato venduta a voi, Inglesi, e a quelle brame di ferina vendetta, e soffro il giogo; e per la vostra mano andrò al rogo".
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poemetto in ottave toscane

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Rosario Salvatore Di Modica
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