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Festivita' 30 dicembre 2019 · lettura 1 min · 1159 letture

E lo chiamiamo Natale

Franca Merighi 434 poesie pubblicate
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La smania del Natale si è placata finalmente ora che tutta la gente ha incamerato calorie recita il mea culpa perché si sente male. Son finite le abbuffate è rimasto solamente un disagio dentro al cuore pensando a tutti quelli che non hanno mangiato e han sofferto dal dolore di veder morire i loro figli per le guerre e per la fame mentre noi con noncuranza buttavamo via il pane e lo chiamiamo Natale il giorno che nacque Gesù. Ma abbiamo fatto di tutto per non ricordarlo più!
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Brava complimenti. (Sara Acireale)

, un caro saluto. (Giuseppe Mauro Maschiella)

Commenti (2)

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Sara Acireale4 gennaio 2020

E lo chiamano Natale. No, non è Natale quando impera il consumismo, ci si abbuffa e si butta il pane nella spazzatura senza tenere conto che su questo pianeta c’è gente che sta morendo di fame a causa di guerre e carestia. Il Natale dovrebbe essere una ricorrenza in cui dovrebbe imperare l’amore per il prossimo, per coloro che soffrono e non hanno né pane e né acqua. Dovremo fare un profondo esame di coscienza e diventare più solidali.

Ormai il Natale è apologia del consumismo sfrenato e degli sprechi. Non appare più come una festa cristiana se teniamo presenti le parole che disse Gesù. Grazie all’autrice per aver sottolineato come mentre ci abbuffiamo c’è gente nel mondo che muore di fame. Molto apprezzata.