Sensi
massimo turbi
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e scorgevo con mani istigate
a lambire la nuda vulva intrisa di voluttà
spegnendo il fragoroso incendio
con carnose labbra ingorde
del dolcesalato che mi sollazzava tanto
leggevo con adorabile poesia
i mistici sussulti della sua bianca schiena
s’ inarcava fra sinuose danze tribali
dei fianchi miei colpevoli
di spinte lussuriose ormonali
gemevi con veemenza irrorata di golosità
rapita dagli incantesimi odorosi di sesso
le strane inibizioni scatenavano il piacere
il senso del possesso nel morsicarti
i capezzoli prorompenti
profumavi di umidi umori conturbanti
inebriando i sensi in fiamme
le bramosie si attorcigliavano
fra corpi vibranti solerti a implodere
come vulcani eruttivi
gridavi più dei botti di San Silvestro
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