Presagi

E intanto il tempo passa, scende la sabbia nella clessidra.
Crudele e inarrestabile morire dei giorni...
Le maree che si ripetono a intervalli regolari
il punto più in alto del sole, e quel silenzio che brucia
passo dopo passo senza lasciare impronte
solo segni nella mente, strascichi di pensieri buttati al mare.
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Ogni tanto la sera un po di dolore, e la malinconia
che non mi lascia stare. Ogni tentativo di fuga fu inutile
fu fuggire da me stesso, palesemente inutile.
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L’orologio sul muro segna le otto, ma è fermo da una vita
la polvere ha inutilmente tentato di farlo sparire, come un gesto di difesa, di estrema ratio. Il mio sguardo scruta il soffitto
qualche screpolatura in più attira l’attenzione, e l’azzurro
sempre di più sbiadisce tra le dita.
Un sogno nuovo prima dell’alba, giusto in tempo per svanire.
Un sole alto fa giustizia a tutte le ombre della notte.
Sono qui e vivo. Sono vivo.
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Come le maree improvvise,
nascono dentro di me dei risvegli
sono lampi nella notte, presagi.
©
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