La falena
Albeggia, poi è notte, e poi mattino;
si staglia in mente il tuo pensiero appena
le palpebre mi si aprono; ma qua,
in questo anfratto buio dentro al cuore,
la luce del tuo viso langue, smuore;
confondo dunque i sogni e la realtà;
nei sogni é l’abbracciarti, ma una cena
è quanto per noi due vuole il destino.
Da solo, mollemente mi incammino,
serrato stretto a te da una catena;
scambio il presente per l’eternità,
dalla tua luminosa oscurità
attratto come può una falena:
l’amore a un tempo è servo ed aguzzino.
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