Ti prego
Saverio Chiti
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Ti prego, guardami, ora che più ti temo
ora che non conosco
e né comprendo il tuo nome...
ti prego, guardami e guardati attorno
e vedi ciò che mi circonda
guarda le mura ridotte a macerie,
laggiù sai, c’era la mia casa
adesso solo dolore.
Ti prego, guarda tutto l’orrore
che i miei simili, sprezzanti delle tue parole
hanno sparso in ogni dove,
ti prego, mio dio
anche se non conosco il tuo nome
non volgere altrove lo sguardo
non ci sono scuse
niente rimarrà se non il perdono
e nulla resterà di me
se non quello che sono
un bimbo che non conosce che guerra
un piccolo innocente che non ha scelto
dove nascere e morire
un tuo figlio che ha avuto fede,
ma che ora più non crede
se di tutto questo
non resta che l’indifferenza
da nascondere fra le pieghe
di un giornale di carta straccia
o tra gli ultimi servizi ai tg
di una bieca televisione.
Vi prego, invece guardate oltre gli occhi
là dove non vi possono vedere,
scoprirete che vita nell’odierno vivere
non è solo amore, ma un lungo percorso
che lascia tracce sulla rovente sabbia
e una rossa scia di morte
ben al di qua del vostro mare...
Ti prego, anche se
non ti riconosco il tuo nome
poiché non ci può essere un dio
che manca di speranza in questo agone
ma solo un simbolo
che può essere solo mio.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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